Rewind – Il mio corpo è un'isola

2021
FOTOGRAFIA ANALOGICA/DIGITALE
DIMENSIONI VARIABILI
6:33 MINUTI, COLORE

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L'essere umano modifica e configura lo spazio assoggettandone gli elementi costitutivi al proprio servizio: i concetti spaziali di paesaggio, territorio, città assumono così un significato particolare (e personale) poiché messi in correlazione con le dirette esperienze umane contribuendo alla definizione del “Sé”. Lo spazio, diventando luogo, è definito dalla corrispondenza dei vissuti profondamente soggettivi degli individui che lo abitano: qui si configurano eventi, memorie e speranze.

Come un'isola, solitaria rispetto al continente e protetta dal mare che la circonda, sono stati ripercorsi i luoghi per la formazione dell'identità: ricostruendo territori costituiti da fantasmi, tradizioni e relazioni. Un viaggio a ritroso in un passato che non ci abbandona mai, ed è da questa eredità che “Rewind” si sviluppa. Attraverso sovrapposizioni le rappresentazioni del passato si mescolano con le immagini del presente creando alterazioni percettive in cui il ricordo e la memoria restano vividi.

La mia isola sono tante isole. Il mio corpo è un’isola e come tale è circoscritto nella porzione temporanea di spazio che abito. È un meccanismo di difesa pronto ad accogliere le maree. Approdo da un territorio all’altro, radicalmente nomade senza sentire l’appartenenza a nessuno.