Pelle
2023
FOTOGRAFIA DIGITALE
INSTALLAZIONE
ANNO
TECNICA
L’opera indaga il corpo come territorio in continua trasformazione e come luogo di tensione. Avvolto in una seconda pelle, appare sospeso in uno spazio intermedio: non ancora liberato, ma già oltrepassato il confine dell’umano inteso come forma stabile.
La plastica diventa metafora di una nuova epidermide, che trattiene e al tempo stesso deforma. Isola ma non protegge, quasi fossilizzata nella sua stessa metamorfosi.
In bilico tra violenza e rinascita, ci si interroga sulla possibilità di una continua mutazione mettendo a nudo le contraddizioni del presente: il senso di oppressione, la perdita dei confini, la necessità di reinventarsi.